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Librerie – struttura delle librerie di Pr7.

 

Librerie – struttura delle librerie di Pr7.


Una libreria di Pr7 è una collezione di oggetti semplici e complessi ordinati in cartelle definite da utente ed organizzati in gruppi chiamati generi. Le cartelle possono essere inserite a piacere in un numero illimitato di livelli. L’organizzazione della libreria è quindi completamente affidata all’utente. Le cartelle che ospitano gli oggetti sono dei contenitori allo stesso modo delle cartelle in Windows. Per una maggiore leggibilità e chiarezza, si raccomanda di non andare oltre una decina di sottolivelli quando si inseriscono le cartelle. Per impadronirsi dei metodi e delle peculiarità riguardanti gli oggetti, al fine di una corretta stesura delle proprie librerie, saranno date alcune indicazioni ed esempi.
• Generi degli articoli.
Unica regola da tenere ben presente nell’inserimento di cartelle è che l’ultima cartella, cioè quella che ospita gli oggetti veri e propri, è una cartella speciale che viene chiamata GENERE. I generi sono famiglie d’appartenenza che raggruppano articoli con le stesse caratteristiche. E’ molto importante fare attenzione all’organizzazione dei generi nella libreria considerando che i generi saranno poi utilizzati in varie parti del programma per raggruppare in modo omogeneo gli articoli ed i blocchi. I generi sono contraddistinti da icone di cartelle con all’interno una lampadina.
Nelle fasi di lavoro in particolare i generi servono per organizzare il lavoro nel momento esecutivo dell’impianto. Ad esempio il genere d’appartenenza rappresentato qui sotto raggruppa tutti gli interruttori unipolari. Quando si stabilisce quali oggetti dovranno essere installati in una determinata fase, basta inserire in essa la cartella degli interruttori unipolari, insieme a quelle degli altri apparecchi componibili per determinarne con precisione i tempi ed i costi. Se si fosse creato un genere molto più ampio (ad esempio APPARECCHI E CONDUTTURE) sarebbe stato impossibile separare la fase CONDUTTURE da quella degli apparecchi componibili e quindi determinarne esattamente le fasi in opera.

Ipotizzando ad esempio di voler specificare un gruppo di oggetti come INTERRUTTORI SERIE CIVILE sin possono seguire molte strade:
A)
SERIE CIVILE.
INTERRUTTORI
UNIPOLARI
GRADO PROTEZIONE IP20
INCASSATI
PVC –?(Genere)
Interruttore Unipolare 10/16A

Ecc..
BIPOLARI
LUMINOSI
MAGNETOTERMICI

B)
SERIE CIVILE.
INTERRUTTORI UNIPOLARI –?(Genere)
Interruttore Unipolare 10/16A

Nell’esempio A) c’è un eccessivo dettaglio che comporta l’apertura di molte cartelle per rintracciare l’oggetto voluto. Fra l’altro un dettaglio di questo tipo è anche abbastanza inutile. Quindi è meglio come nell’esempio B) inserire un genere che sia abbastanza ampio da raggruppare un buon numero di articoli, ma nemmeno troppo ampio in modo tale da non identificare bene la natura del gruppo, come nell’esempio citato prima APPARECCHI E CONDUTTURE.

Riepilogando:
A. Le cartelle dovrebbero raggruppare sottocartelle e generi in modo chiaro e comprensibile, in modo da servire da guida per trovare con precisione l’oggetto che si sta cercando.
B. I livelli delle sottocartelle non dovrebbero essere mai troppo numerosi in modo da non dettagliare troppo le caratteristiche degli oggetti.
C. L’ultima sottocartella deve sempre essere un GENERE.

• Librerie – Regole per l’inserimento di elementi.
Altre regole riguardano invece la visualizzazione del titolo degli oggetti all’interno dell’albero. Queste regole sono essenzialmente di sintassi ed anche se il programma esegue controlli durante l’inserimento, è opportuno conoscerne i contenuti. In particolare queste regole sono particolarmente importanti se si decide di utilizzare la funzione di modifica dell’albero a basso livello (vedi il capitolo dedicato all’editore di testi).

A. Le cartelle sono sempre identificate da un punto finale.
B. I Generi sono identificati da un codice alfanumerico racchiuso alla fine della descrizione del genere stesso fra parentesi quadre (es. INTERRRUTTORI UNIPOLARI [CVINTUN]).
C. Gli articoli neutri sono identificati da un codice numerico alla fine della descrizione dell’articolo racchiuso fra parentesi quadre (es. INTERRRUTTORE UNIPOLARE 10/16A [ 101]).
• Librerie – Struttura interna.
Per meglio comprendere come il programma gestisce le librerie, occorre fare una breve divagazione sulla struttura interna delle librerie in Pr7.
In pratica una libreria è memorizzata in cinque strutture diverse:
1) La tabella che contiene i codici e le descrizioni dei generi degli articoli
2) La tabella che contiene gli articoli neutri.
3) La tabella che contiene l’elenco dei blocchi o articoli complessi della libreria.
4) La tabella che contiene le distinte di articoli neutri che compongono i blocchi.
5) I file con estensione Pr4 (cTreeReg.Pr7, cTreeBak.Pr7, cTreeBak0.Pr7) che contengono la struttura dell’albero con le posizioni degli elementi.
Quando si crea un nuovo blocco, ad esempio, viene salvato nel file dei blocchi il nome ed il testo del blocco, nel file delle distinte l’elenco del materiale associato al blocco. La posizione del blocco viene salvata all’uscita dal programma o quando si lancia la voce Salva ultime modifiche del menù librerie.
La struttura di un blocco è piuttosto complessa internamente. L’utente vede solamente un testo ed una distinta di materiale, ma in realtà la gestione della distinta avviene a diversi livelli. Ad un blocco possono essere associate più distinte ed anche singoli codici d’articoli neutri. Quando un blocco è richiamato per l’inserimento o la modifica, le distinte e gli articoli associati ad esso vengono automaticamente condensati in un’unica lista. Il motivo di questo tipo di gestione è di evitare duplicati di distinte di materiale e di usare, quando possibile, le stesse distinte in più blocchi, aggiungendo altre distinte o altri articoli necessari ad un blocco nuovo ‘ereditato’ (con il comando copia) da un altro.
La gestione di questo meccanismo per il salvataggio di distinte è effettuata in modo completamente trasparente dal programma. Nella finestra di dialogo del blocco è possibile vedere i codici delle distinte generate e gli altri blocchi condivisi. Per vedere questa sottofinestra d’analisi occorre fare clic sulle freccette che compaiono a destra dopo la descrizione del genere. La figura qui sotto mostra appunto la sottofinestra aperta.

Per vedere gli altri blocchi che condividono le stesse distinte fare clic sul pulsante Oggetti condivisi.
Fra i comandi che agiscono sulla libreria, alcuni influenzano solamente l’albero senza modificare le tabelle. Sono i comandi Copia collegamento, Incolla collegamento, Sposta elemento ed Elimina collegamento. Questi comandi servono per modificare la posizione di un elemento nell’albero o per duplicare un articolo senza aggiungere un codice nella tabella o per eliminare dall’albero un oggetto senza toglierlo dalla tabella. Gli oggetti eliminati dall’albero in questo modo possono essere recuperati eseguendo il comando Ricostruisce Albero componenti del menù librerie.
Per mantenere le tabelle della libreria e la struttura dell’albero principale usare : Riordino librerie. Questo comando serve per ricostruire l’albero dei componenti inserendovi tutti gli oggetti presenti nelle tabelle ma non più nell’albero e per riorganizzare le tabelle compattandole ed eliminando eventuali errori. Il comando Riordino librerie viene suggerito dal programma stesso quando le modifiche operate sulla libreria lo rendono necessario.

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