Dichiarazioni di conformità

La dichiarazione di conformità degli impianti è il documento rilasciato dall’impresa in seguito alla installazione di un impianto o alla sua modifica.

Nel decreto vengono descritti gli obblighi e le sanzioni che il proprietario dei rogiti e lavori di ristrutturazione.

La Dichiarazione di conformità tutela il committente, colui che richiede l’intervento dell’installazione, ma spesso non viene richiesta. E’ documento molto importante che attesta la ‘conformità’ descrive cioè come è stato realizzato e secondo quale norme tecniche, è stato realizzato l’impianto.

Di.Co Pr7

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Il modulo Dichiarazioni di conformità e di rispondenza di Pr7 .

I modelli di autocomposizione sono una caratteristica importante di Pr7 perché consentono al programma funzioni di autocomposizione in modo dinamico. In pratica una autocomposizione guidata è una procedura che consente di inserire a passi successivi tutti i dati necessari per creare un testo o un documento complesso.

Guarda: Dichiarazioni di conformità con Pr7

Cosa puoi fare con DiCoPr7

  • Si possono riempire i dati direttamente nella maschera o utilizzare il tasto Wizard per la composizione guidata della dichiarazione di conformità.
  •  Il modulo integra automaticamente tutti gli articoli presenti nel preventivo corrente nella tabella delle tipologie dei materiali, assegnando ad ogni tipologia le relative norme di riferimento.
  •  Si possono inserire nuove tipologie usando l’apposito navigatore di tabelle presente nel modulo. Lo stesso navigatore serve per confermare variazioni o per cancellare schede o righe. Per altre informazioni sul navigatore di tabelle, consultare la voce relativa.
  • Ogni dichiarazione modificata da utente può essere comodamente salvata e poi aperta con i classici tasti Salva ed Apri.
  •  Per stampare utilizzare il tasto Stampa che attiva automaticamente la stampa per la pagina selezionata (Dichiarazione o tipologia dei materiali).

Dichiarazioni di Conformità

Il documento viene rilasciato alla fine dei lavori dal responsabile dell’impresa esecutrice dell’intervento sia come modifica che nuova installazione al committente del lavoro. Il documento è composto dalla relazione dei materiali utilizzati, dalla modulistica allegata del decreto e del progetto.
Se l’intervento è stato fatto su un impianto esistente, il certificato sarà per le modifiche che sono state fatte nell’intervento senza però certificare la funzionalità o la sicurezza della totalità dell’impianto.

Allo sportello unico dell’edilizia entro 30 giorni dalla fine dei lavori dovrà essere presentata la dichiarazione di conformità, indispensabile per il certificato di agibilità. L’ufficio invierà la documentazione degli impianti alla Camera di Commercio che è l’ente responsabile dei controlli.

Come e quando è necessario il certificato di Conformità degli impianti:

  • Per allacciare nuove utenze(gas, luce, acqua)
  • Per ottenere il certificato di agibilità
  • Non è necessario allegarla al rogito ( resta comunque specificare se l’impianto è dotato di DiCo o DiRi ed è a ‘norma)

Il certificato di conformità va integrato con:

  • Progetto dell’impianto (semplificato e senza firma del tecnico se non rientra nei casi dell’art.5 descritti di seguito)
  • Indicazione dei materiali utilizzati.
  • Dichiarazione di Rispondenza (DIRI).
  • Copia della visura della camera di commercio dell’impresa che ha installato l’impianto.

Se la dichiarazione di conformità non è reperibile, è possibile sostituirla con una Dichiarazione di Rispondenza detta “DIRI” solo se gli impianti sono stati realizzati prima dell’entrata in vigore del DM 37/08. La dichiarazione viene resa da un tecnico abilitato come impiantista o dal responsabile tecnico di un’impresa abilitata che ha esercitano almeno per 5 anni. La dichiarazione deve essere supportata da accertamenti e sopralluoghi utili a verificare la rispondenza dell’impianto alla normativa.

Dichiarazione di conformità assente per impianti realizzati dopo il 2008

Un impianto realizzato dopo il 2008 senza Dichiarazione di Conformità non può essere “sanato” con una Dichiarazione di Rispondenza perchè il “DiRi” può essere prodotto solo per impianti precedenti. Bisogna in questi casi rimettere mano all’impianto e redigere un nuovo DiCo.

Differenze

La DiRi (Dichiarazione di rispondenza) si differenzia dalla DiCo (Dichiarazione di conformità) in quanto la DiRi è un documento che può essere rilasciata anche da un tecnico (ingegnere, architetto) e su impianti realizzati prima del 2008.

Quando un impianto si può considerare a norma?

Il decreto non obbliga ad adeguare gli impianti che non sono a norma ma disciplina le modifiche su impianti esisistenti o la realizzazione di nuovi. Come prima cosa per considerare se un impianto è a norma bisogna conoscere in quale epoca è stato realizzato o modificato.

Se gli impianti sono stati realizzati prima dell’ entrata in vigore del DM 37/2008 (27 Marzo 2008) si considerano a norma se, quando sono stati realizzati, erano conformi alle disposizioni esistenti in quell’epoca. Se non è più reperibile l’attestato di conformità è possibile sostituirlo con la Dichiarazione di Rispondenza (DIRI) redatta da un tecnico impiantista abilitato con esperienza nel campo da almeno 5 anni.

Un impianto elettrico realizzato prima del 13 Marzo 1990 è considerato a norma se dotato di sezionamento e protezione contro le sovracorrenti posti all’ origine dell’impianto e protezione con interruttore differenziale.

Obblighi in caso di compravendita, rogito e cessione di immobili

La normativa, prima del 25/06/2008, prevedeva che, al momento del trasferimento dell’ immobile, fosse obbligatorio trasferire la documentazione relativa alla conformità degli impianti (o la dichiarazione di rispondenza) e il libretto di uso e manutenzione al nuovo proprietario. Inoltre andava prevista una “clausola di garanzia” con cui il vecchio proprietario assumeva su di sè la responsabilità in merito alla funzionalità ed alla sicurezza degli impianti.

In sede di rogito il compratore ed il venditore non sono obbligati a dichiarare la conformità o la “non conformità” degli impianti e il certificato non va obbligatoriamente allegato.
Tuttavia, per evitare contestazioni da parte dell’acquirente è preferibile specificare nell’atto lo stato degli impianti e la loro rispondenza alle norme.

Differente è l’obbligo di allegare all’atto di acquisto o al contratto di locazione la certificazione energetica APE. Questo obbligo sussiste tuttora. L’APE non interessa la conformità degli impianti ma riguarda la valutazione del consumo energetico per garantire il comfort ambientale di un immobile.

Obblighi del committente o del proprietario dell’immobile

Il proprietario di un immobile (anche di una singola unità immobiliare) che necessita di un intervento sugli impianti ha l’obbligo di affidare l’incarico ad un’ impresa abilitata ai sensi del DM 37/08 e registrata alla Camera di Commercio.

In seguito alla conclusione dei lavori, il proprietario ha la responsabilità di mantenere in efficienza l’impianto come delineato nelle istruzioni di uso e manutenzione rilasciate dall’impresa. Quest’ultima rimane comunque responsabile della sicurezza e funzionalità di ciò che ha installato o realizzato.

Entro 30 giorni dall’allaccio di acqua, gas o luce il proprietario deve fornire all’ente distributore copia della dichiarazione di conformità o della dichiarazione di rispondenza.

L’obbligo è valido anche in caso di modifica della portata termica del gas o della potenza elettrica (6 kw in caso di immobili con destinazione residenziale). In caso di mancato invio, l’ente distributore sospende la fornitura.

Progettazione degli impianti

L’ art. 5 disciplina la progettazione degli impianti definendo come progettista “un professionista iscritto negli albi professionali secondo le specifica competenza”. Il progetto va presentato allo sportello unico dell’edilizia contestualmente al procedimento edilizio-urbanistico (come la CILA, SCIA, Permesso di Costruire), deve essere realizzato secondo la “regola dell’arte” ed in conformità alle normative CEI, UNI od altri enti di normalizzazione. Il progetto deve contenere almeno una relazione tecnica, dei disegni planimetrici e gli schemi dell’impianto.

Il progetto redatto da un tecnico abilitato va eseguito sempre nei seguenti casi:

  • Impianti elettrici in unità immobiliari residenziali superiori a 400mq
  • Impianti elettrici in unità immobiliari residenziali con potenza maggiore di 6 kw
  • Impianti elettrici in unità immobiliari adibite a commercio, attività produttive o terziario se alimentate con tensione maggiore di 1000V
  • Impianti elettrici in unità immobiliari adibite a commercio, attività produttive o terziario con potenza maggiore di 6kw
  • Impianti elettrici in unità immobiliari adibite a commercio, attività produttive o terziario con superficie maggiore di 200mq
  • Ambienti soggetti a normativa CEI o in locali adibiti ad uso medico
  • Impianti di climatizzazione aventi canne collettive ramificate
  • Impianti di climatizzazione aventi una potenzialità frigorifera di 40.000 frigorie/ora (circa 46 kw)
  • Impianti del gas aventi canne collettive ramificate
  • Impianti del gas aventi portata termica superiore a 50 kw
  • Impianti antincendio se inseriti in un’attività che richiede il CPI Certificato Prevenzione Incendi

Se l’impianto non rientra nei casi di sopra indicati è possibile non presentare il progetto al comune a firma di un tecnico abilitato ma comunque il responsabile dell’impresa dovrà redigere un progetto semplificato con uno schema planimetrico ed una relazione tecnica contenente anche i materiali utilizzati.

Gli impianti elettrici realizzati prima dell’entrata in vigore della Legge 46/90 (13 marzo 1990) si considerano adeguati se:

  • dotati di sezionamento e protezione contro le sovracorrenti posti all’origine dell’impianto
  • dotati di protezione contro i contatti diretti
  • dotati di protezione contro i contatti indiretti o protezione con interruttore differenziale

Il Decreto ministeriale 37/2008

FINALITA’

Il DM 37/08 persegue l’incolumità pubblica e la sicurezza delle persone in particolare per evitare incidenti domestici. Il regolamento abroga alcune leggi e parte della Legge 46/90 che fino al 2008 è stata la base normativa per la progettazione e l’installazione degli impianti attuando le direttive europee in materia. Il decreto si applica agli impianti che servono gli edifici indipendentemente dalla destinazione d’uso.

AMBITO DI APPLICAZIONE

Il DM 37/08 non disciplina gli impianti che sono interessati da specifica normativa europea e, nel caso di reti di distribuzione, si applica a partire dal punto di consegna della fornitura. La classificazione degli impianti è la seguente:

  • energia elettrica
  • radiotelevisivo
  • climatizzazione e ventilazione
  • idrico-sanitario
  • gas
  • sollevamento (ascensori, montacarichi, etc)
  • antincendio

LE IMPRESE ABILITATE (art. 3)

Sono coloro che possono intervenire, modificare o installare gli impianti. Per ottenere l’abilitazione è necessario essere iscritti nel registro delle imprese o nell’albo delle imprese artigiane ed essere in possesso dei requisiti tecnico-professionali. L’importanza dell’ iscrizione è dovuta al fatto che colui che commissiona l’intervento sull’impianto è direttamente responsabile della scelta dell’impresa.

Per ottenere l’abilitazione ed il relativo “certificato di riconoscimento” è necessario che il responsabile tecnico o l’imprenditore individuale possegga specifici requisiti tecnico professionali (art. 4) che consistono in studi specifici o in esperienza pluriennale nel settore.

Sanzioni

Le sanzioni del Decreto 37/08 sono applicate principalmente dalla Camera di Commercio che ha anche la funzione di annotare le inadempienze delle imprese installatrici e provvedere alla loro sospensione nel caso si verifichino per tre volte.

I progettisti ed i collaudatori possono essere soggetti a provvedimenti disciplinatori da parte degli Ordini di appartenenza in caso di violazione delle norme.

Anche i committenti (proprietari di casa o comunque chi commissiona il lavoro) possono essere soggetti a sanzione amministrativa se affidano i lavori ad un’impresa non certificata.

Certificati da richiedere per una ristrutturazione o costruzione

La dichiarazione di conformità va consegnata al proprietario dell’immobile ogni volta che si interviene sull’impianto. E’ importante verificare il rispetto di questa disposizione ogni volta che si realizza una ristrutturazione di un appartamento o la costruzione di un nuovo edificio.

Di solito i certificati di conformità dell’impianto da richiedere all’impresa in caso di tipica “ristrutturazione” di un appartamento sono quelle relative all’impianto elettrico, termico, idraulico e del gas. Ma potrebbe essere dovuta anche quella dell’ascensore.

Nelle tipiche ristrutturazioni di singole unità immobiliari come uffici, negozi o appartamenti, il certificato di conformità viene rilasciato per:

  • Impianto elettrico: deve contenere anche il progetto a firma di un tecnico abilitato (architetto o ingegnere) se l’unità residenziale è maggiore di 400 mq (200 se commerciale) o se la potenza impiegata dal contatore è maggiore di 6 KW. Il DiCo dell’impianto elettrico può includere anche l’impianto TV. (Esempio Conformità impianto elettrico)
  • Impianto idrosanitario: non è obbligatorio il progetto a firma di un tecnico ma comunque l’impresa installatrice deve produrre uno schema generico con indicati gli elementi principali
  • Impianto del gas: la dichiarazione di conformità è particolarmente siginificativa nel caso di impianti che alimentano cucine o caldaie a gas. Il progetto a firma di un tecnico abilitato (architetto o ingegnere) va allegato se l’impianto alimenta dei terminali la cui somma genera una potenza termica superiore ai 50 kw. Altrimenti è sufficiente il progetto a firma del responsabile dell’impresa, anche se non è un tecnico abilitato.
  • Impianto di riscaldamento: si rilascia il DiCo anche in caso di sola sostituzione della caldaia o dei radiatori. Il progetto a firma del tecnico abilitato va prodotto in caso di impianti aventi canne collettive ramificate

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